PASSATE LE FESTE, TORNANO GLI SGOMBERI

Redazione, Passate le feste, a Milano ripartono gli sgomberi nelle case popolari. A partire da oggi i comitati di quartiere hanno organizzato una serie di presidi contro gli interventi programmati da Aler, Mm e forze dell’ordine. Fino al 27 gennaio sono almeno sei gli appuntamenti ad alto rischio. Si comincia con uno sgombero programmato in via degli Umiliati a Ponte Lambro: «Faremo un picchetto antisfratto per Hasna — spiegano i comitati, vicini al centro sociale Cantiere — Si tratta di una donna di 51 anni a cui è stato ridotto il contratto di lavoro da full time a part […]
Redazione,
Passate le feste, a Milano ripartono gli sgomberi nelle case popolari.
A partire da oggi i comitati di quartiere hanno organizzato una serie di presidi contro gli interventi programmati da Aler, Mm e forze dell’ordine.
Fino al 27 gennaio sono almeno sei gli appuntamenti ad alto rischio. Si comincia con uno sgombero programmato in via degli Umiliati a Ponte Lambro: «Faremo un picchetto antisfratto per Hasna — spiegano i comitati, vicini al centro sociale Cantiere — Si tratta di una donna di 51 anni a cui è stato ridotto il contratto di lavoro da full time a part time e per questo non riesce più a pagare l’affitto, ma non ha altra soluzione anche perché il Comune e Aler non hanno ancora valutato la sua domanda di emergenza abitativa. Hasna ha un’invalidità al 40 per cento e inoltre ha contratto una forma d’asma proprio vivendo per tanti anni in quella casa che non rispetta alcune norme igienico-sanitarie. I movimenti di lotta per la casa saranno in presidio per evitare lo sfratto con la forza pubblica».La settimana prossima, invece, sarà il turno di via Monte Palombino (Corvetto), dove è previsto uno sgombero per lunedì 19.

Martedì 20 invece in manifestanti saranno in via Lopez (Quarto Oggiaro), ancora in via degli Umiliati e in via Aretusa (San Siro), mentre il 21 toccherà a via Romilli (Corvetto).
I centri sociali sono pronti a dare battaglia: «I già drammatici dati degli sfratti sono destinati a moltiplicarsi nel brevissimo periodo — si legge in un comunicato — e la precarietà abitativa quest’anno arriverà a colpire una fetta sempre maggiore della nostra società. Queste migliaia di persone, che dovrebbero avere la possibilità di trovare una soluzione, rimarranno invece più probabilmente per strada ad arrangiarsi. Ma alla solitudine e alla disperazione che possono cogliere chi si ritrova in pochi anni a non avere più alcuna certezza, c’è un’alternativa: la solidarietà, il mutuo soccorso, la lotta dal basso per la casa e per il diritto ad un abitare degno».

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