OM CARRELLI ELEVATORI: SVANISCE L’ULTIMA ILLUSIONE DI UNA STRADA SBAGLIATA  

Operai Om Carrelli Elevatori, c’è forse da meravigliarsi se anche la Metec ha rinunciato a investire nello stabilimento che ospitava la ex Om di Modugno (Ba) e ad assorbire i circa 200 operai? No, è solo la fine dell’ennesima illusione, è lo smascheramento più completo di chi (padroni, istituzioni, sindacati) ha giocato, per salvare la propria faccia, sulla pelle vostra. Dopo la chiusura della fabbrica, a luglio 2011, da parte della multinazionale tedesca Kion, voi operai avete riposto la vostra fiducia nelle parole dei dirigenti sindacali e vi siete incamminati su una dura via crucis di tavoli di trattative […]

Operai Om Carrelli Elevatori,

c’è forse da meravigliarsi se anche la Metec ha rinunciato a investire nello stabilimento che ospitava la ex Om di Modugno (Ba) e ad assorbire i circa 200 operai? No, è solo la fine dell’ennesima illusione, è lo smascheramento più completo di chi (padroni, istituzioni, sindacati) ha giocato, per salvare la propria faccia, sulla pelle vostra.

Dopo la chiusura della fabbrica, a luglio 2011, da parte della multinazionale tedesca Kion, voi operai avete riposto la vostra fiducia nelle parole dei dirigenti sindacali e vi siete incamminati su una dura via crucis di tavoli di trattative per mendicare il mantenimento del posto di lavoro.

È stata una catena di illusorie proposte: prima la Qbell che voleva produrre televisori; dopo la Calvi Holding; poi il progetto di Marco Saltalamacchia, ex amministratore delegato di Bmw Italia, di produrre taxi ecologici ibridi; in seguito l’inglese Frazer-Nash Industry che voleva produrre i taxi londinesi ibridi, facendovi lavorare su tre turni e senza farvi conservare né gli scatti né i livelli da voi maturati fino allora: la magnifica promessa che aveva portato i sindacati a stappare lo spumante in fabbrica a gennaio 2013 e abortita dopo pochi mesi! poi ancora si era fatto il nome di Vincenzo La Salvia, ex manager Iveco, che doveva rilevare lo stabilimento per costruire mini autobus elettrici.

 

Infine il gruppo Metec che doveva insediare presso l’Om una propria unità produttiva del settore della componentistica auto: una proposta caldeggiata e presentata come seria dalla Regione Puglia e dai sindacati, che vi hanno spinto addirittura ad accettare la richiesta della Metec di ottenere, da ciascuno di voi, 10.000 euro della liquidazione ricevuta per il licenziamento, come condizione per investire (oltre allo stabilimento in uso gratuito e agli incentivi finanziari della Regione). Un’autentica rapina da oltre 2 milioni di euro sulla pelle di voi operai, che significava: o accettate le mie condizioni o me ne vado. Nonostante tutto, ora la Metec ha detto chiaro e tondo che non intende investire nell’ex Om.

Operai Om, i padroni investono se e dove a loro conviene di più. Non fanno regali e non si fanno commuovere dalle belle parole degli operai che chiedono di essere salvati e assicurano di essere onesti e bravi lavoratori e mettono in gioco anche il proprio denaro!

Avete fatto male, voi operai, a fidarvi delle parole dei sindacalisti, che vi hanno sfiancati portandovi di tavolo in tavolo, seminando illusioni e manipolandovi per spegnere la vostra combattività.

Avete fatto male, voi operai, ad abbandonare il primo presidio, alla fine di agosto 2011, e poi il secondo presidio, alla fine di dicembre 2013. Tutti quegli operai che hanno disertato il presidio, alla ricerca della soluzione personale che poi non hanno trovato, perché ora si lamentano? Dove erano quando bisognava tenere duro e non mollare?

Avete fatto male, voi operai, soprattutto a sciogliere il secondo presidio, e quindi a permettere alla Kion di far uscire i carrelli già finiti e i macchinari, a ridurre la fabbrica un guscio vuoto ora diventato la casa dei topi.

Certo, voi operai eravate rimasti soli, abbandonati, nei fatti, da tutti, con, sul capo, varie denunce. Ma chiudendo il presidio e correndo dietro i mulini a vento dell’illusione di trovare un padrone caritatevole disposto a metterci i soldi per salvarvi dalla fame, vi siete dati la zappa sui piedi.

Ora che succede? I padroni a uno a uno si sono defilati, le istituzioni (Regione, Comuni di Bari e Modugno) dichiarano di aver fatto tutto il possibile e scaricano le responsabilità sui padroni troppo pessimisti a investire, i sindacalisti allargano le braccia e dicono che anche loro hanno fatto tutto il possibile. Ognuno ha fatto il proprio lavoro (contro di voi), tutti cercano di salvare la faccia, però voi operai siete rimasti senza lavoro, senza soldi, senza pane, senza niente.

 

Allora, se i padroni, le istituzioni e i sindacati hanno portato a questo, a niente, significa che non servono a niente, che la strada a voi seguita non era quella da praticare. Un utile ammonimento per tanti altri operai, come quelli della Bari Fucine Meridionali, che, dopo un breve presidio, si sono incamminati, dando fiducia alle parole di padroni, istituzioni e sindacalisti, sulla stessa strada senza uscita intrapresa da voi operai dell’Om.

Ora a voi, operai Om, non serve più né un terzo presidio né occupare una fabbrica vuota. Ma voi 200 operai, se finalmente vi unite e decidete di diventare combattivi, potete fare molto male, in una città come Bari, alle istituzioni e ai sindacati che per anni vi hanno vigliaccamente demoliti e venduti!

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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