DIELLE: 25 GIORNI DI SCIOPERO CON PRESIDIO

Caro Direttore, ti invio un breve aggiornamento della lotta alla Dielle, giunta al 25° giorno di sciopero consecutivo con presidio. La Dielle si trova a Cassina de’ Pecchi (Mi). Le note che seguono le ho prese da un comunicato del presidio. Ciao, un sostenitore. “ Dopo il naufragio della trattativa in prefettura causa la richiesta inamovibile dell’azienda di concordare 25 esuberi, anche stamattina, come ieri, l’impianto è rimasto chiuso. Gli operai in sciopero hanno infatti bloccato tutte le attività dell’azienda, estendendo il picchetto anche alla sede di via Firenze a Cernusco. Continua a concretizzarsi lo slogan “Celere sì, blocco […]
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Caro Direttore,

ti invio un breve aggiornamento della lotta alla Dielle, giunta al 25° giorno di sciopero consecutivo con presidio. La Dielle si trova a Cassina de’ Pecchi (Mi). Le note che seguono le ho prese da un comunicato del presidio. Ciao, un sostenitore.

“ Dopo il naufragio della trattativa in prefettura causa la richiesta inamovibile dell’azienda di concordare 25 esuberi, anche stamattina, come ieri, l’impianto è rimasto chiuso. Gli operai in sciopero hanno infatti bloccato tutte le attività dell’azienda, estendendo il picchetto anche alla sede di via Firenze a Cernusco.

Continua a concretizzarsi lo slogan “Celere sì, blocco no; celere no, blocco sì”.

L’attività della Dielle “prosegue” così, a ritmo ridotto, solo nel caso in cui le forze dell’ordine, intervenendo in massa (mediamente 100 uomini in anti-sommossa che finora si sono presentate 3 volte) garantiscono il flusso dei camion e dei pochi crumiri rimasti (5 su 70).

Sembra che l’unica arma rimasta a disposizione della Dielle sia la possibilità di operare un cambio appalto e inserire forzatamente nuova forza-lavoro a discapito degli operai in sciopero e delle loro rivendicazioni sindacali (politiche oramai); ma non sarà affatto semplice trovare un’azienda disposta a rilevare un’attività soggetta ad un tale livello di radicalità sindacale operaia

Pare comunque evidente che questa eventualità possa essere garantita unicamente dall’intervento delle forze dell’ordine a sostegno del crumiraggio dato che la linea del picchetto non avrebbe comunque motivo di cambiare, costringendo così l’avversario a poter contare solo ed esclusivamente sulla presenza militare quotidiana “.

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