CRONACHE DA POMIGLIANO

Redazione di Operai Contro, L’11/04 si è tenuto alla regione Campania un incontro tra FIM UILM FISMIC UGL FIAT e rappresentanti del consiglio regionale campano per discutere del futuro dei lavoratori ex ERGOM il cui stabilimento è stato chiuso e la cassa integrazione per cessazione attività scade a luglio prossimo. La FIOM è stata esclusa dall’incontro ufficiale e presente solo a un “tavolo separato”. Acquisirà le decisioni prese dagli altri, solo alla fine dell’incontro. Davanti al palazzo della Regione c’era un gruppo nutrito di lavoratori ex ERGOM e gli operai del “Comitato operai cassintegrati e licenziati FIAT” che hanno […]

Redazione di Operai Contro,

L’11/04 si è tenuto alla regione Campania un incontro tra FIM UILM FISMIC UGL FIAT e rappresentanti del consiglio regionale campano per discutere del futuro dei lavoratori ex ERGOM il cui stabilimento è stato chiuso e la cassa integrazione per cessazione attività scade a luglio prossimo. La FIOM è stata esclusa dall’incontro ufficiale e presente solo a un “tavolo separato”. Acquisirà le decisioni prese dagli altri, solo alla fine dell’incontro.

Davanti al palazzo della Regione c’era un gruppo nutrito di lavoratori ex ERGOM e gli operai del “Comitato operai cassintegrati e licenziati FIAT” che hanno contestato la delegazione sindacale.

Già la data della riunione ha un risvolto non limpido: nella stessa giornata doveva tenersi a Pomigliano l’assemblea sul contratto a cui, la direzione, non voleva far partecipare i cassintegrati.

La crisi del settore non vede soluzione, anzi si aggrava. La Panda, anche se vive un momento di relativa positività, non può da sola assicurare il lavoro a tutti gli operai prima occupati. Più della metà sono, infatti, a cassa integrazione, insieme ai 316 di Nola e agli ex ERGOM. A questi ultimi, all’epoca della costituzione della NEWCO, quella che è stata poi la FIP, fu sbandierato con numerose dichiarazioni pubbliche, che sarebbero stati tutti inglobati nel nuovo stabilimento di Pomigliano.

In realtà, la dirigenza FIAT, ha ormai già da tempo un accordo ufficioso con i sindacalisti compiacenti e i politici, che non prevede più l’assorbimento degli ex ERGOM e dei 316 di Nola.

Per evitare casini alla fine della cassa integrazione a luglio, la FIAT ha fatto fuori la nuova società, la FIP, ed è tornata alla vecchia FIAT GROUP AUTOMOBILES. In questo modo, ha creato i presupposti per allungare la cassa integrazione in scadenza definitiva a luglio. Ha preteso però, e tacitamente ottenuto, di tenere fuori dall’accordo i 316 di Nola e gli ex ERGOM. Quindi alla scadenza della cassa integrazione a luglio, questi sono praticamente fuori.

Ieri ne abbiamo avuto la prima conferma. Dall’incontro alla Regione non è uscita nessuna intesa. Quello che ha posto la FIAT non era digeribile neanche dagli stomaci allenati di FIM UILM FISMIC UGL.  L’azienda ha proposto di destinare una parte degli ex ERGOM alla ADLER PLASTC di Airola (BN). Questa è una fabbrica dell’indotto nata in sostituzione di un’altra azienda chiusa da anni di cui ha rilevato i capannoni e 108 addetti, promettendo di assumerne i restanti 200 in futuro, “quando si creeranno le condizioni”. Lo stabilimento ha riaperto da meno di un mese. Quando si “creeranno le condizioni” per assumere altre centinaia di lavoratori ex ERGOM?

Per quelli che non sono destinati alla ADLER PLASTIC, c’è solo la vaga promessa di essere reintegrati a Pomigliano, mercato permettendo. In pratica niente di niente, neanche la proroga ufficiale della cassa integrazione, che era l’obiettivo minimo.

In pratica la FIAT ufficializza che gli ex ERGOM non saranno mai FIAT e con questo si rimangia le dichiarazioni fatte due anni fa, prima della cassa integrazione, insieme ai suoi sindacalisti.

Si dividono i lavoratori ex ERGOM da quelli di Pomigliano. Li si divide al loro stesso interno. Poi, ridotti di numero e isolati, sarà facile liquidarli.

Stesso piano per quelli di Nola, per i quali si parla di terziarizzazione.

Su queste cose, tra gli operai, impera ancora però, la confusione. Delegano la “trattativa” agli stessi che se li sono già venduti e, oltre a qualche causa legale e a iniziative che non coinvolgono la fabbrica, non mettono in campo mobilitazioni incisive.

Gli operai ex ERGOM, dopo la delusione dell’incontro dell’11/04, il giorno dopo hanno organizzato, sempre al seguito dei loro “rappresentanti sindacali”, il blocco del lavoro, non a Pomigliano, dove avrebbe avuto un senso, ma a Poggioreale, sede dell’ex ERGOM dove circa 80 loro colleghi (su oltre 700), a rotazione, in questo periodo, continuano a lavorare. Un gesto praticamente inutile.

Da questa palude non se ne esce se non si chiariscono alcuni punti fondamentali:

1)    FIM UILM FISMIC UGL non rappresentano i lavoratori, ma sono parte integrante della controparte FIAT. Nessuna delega e nessuna trattativa possono essere loro affidate.

2)    L’accordo che stabilisce l’eliminazione della FIP e il ritorno dei lavoratori prima esclusi, alla FIAT GROUP AUTOMOBILES, deve includere, nero su bianco, anche i 316 di Nola ed essere esteso agli ex ERGOM.

3)    La cassa integrazione deve essere estesa a tutti e fatta a rotazione sul serio.

4)    I soldi persi con la cassa integrazione devono essere integrati tagliando i dividendi degli azionisti.

5)    Il polo logistico di Nola deve essere ritrasferito nello stabilimento di Pomigliano.

6)    La lotta per il raggiungimento di questi obiettivi deve avere come centro lo stabilimento di Pomigliano dove avviene la produzione.

Operai Contro Napoli

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